Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 05/11/2026

La conizzazione cervicale è una procedura chirurgica che consiste nella rimozione di una piccola porzione di tessuto del collo dell’utero (cervice), generalmente di forma conica, per diagnosticare o trattare alcune alterazioni cellulari.

Viene presa in considerazione soprattutto quando gli accertamenti ginecologici individuano lesioni precancerose della cervice uterina che richiedono un trattamento o un approfondimento diagnostico.

La conizzazione permette di rimuovere il tessuto interessato e sottoporlo a un esame istologico, fornendo informazioni utili per definire gli eventuali controlli o trattamenti successivi.

Che cos'è la conizzazione cervicale?

La conizzazione del collo dell’utero è una procedura escissionale, cioè prevede l’asportazione di una porzione di tessuto cervicale contenente l’area interessata da alterazioni cellulari.

Queste alterazioni possono essere individuate attraverso il Pap test e l’HPV test e approfondite mediante colposcopia ed eventuale biopsia.

La presenza di cellule anomale non significa necessariamente avere un tumore. In molti casi si tratta di lesioni precancerose che possono essere monitorate o trattate in base alla loro gravità e al rischio individuale.

La conizzazione può avere una finalità sia diagnostica sia terapeutica, perché consente di esaminare il tessuto rimosso e, in determinate situazioni, eliminare completamente la lesione.

Quando è indicata la conizzazione?

La conizzazione viene valutata quando gli esami evidenziano alterazioni del collo dell’utero che richiedono un trattamento escissionale o un approfondimento istologico.

Tra le principali indicazioni rientrano:

  • Lesioni intraepiteliali cervicali di alto grado (CIN 2 e CIN 3), quando è indicato un trattamento per rimuovere le cellule alterate

  • Alterazioni delle cellule ghiandolari cervicali, che possono richiedere un approfondimento diagnostico specifico

  • Risultati discordanti tra citologia, colposcopia e biopsia, quando è necessario chiarire la natura della lesione

  • Sospetto di una lesione più estesa o invasiva, per cui può essere necessario ottenere un campione di tessuto adeguato alla valutazione istologica.

Secondo le raccomandazioni ACOG sulla gestione delle alterazioni dello screening cervicale, la scelta del trattamento deve basarsi sul rischio clinico individuale e sui risultati degli accertamenti.

Non tutte le alterazioni cervicali richiedono una conizzazione. In particolare, alcune lesioni di basso grado possono regredire spontaneamente ed essere gestite attraverso controlli programmati.

Come viene eseguita la conizzazione cervicale?

La conizzazione viene eseguita attraverso la vagina, raggiungendo direttamente il collo dell’utero, senza necessità di incisioni addominali.

Lo specialista utilizza strumenti dedicati per rimuovere la porzione di tessuto cervicale interessata dalla lesione.

Le tecniche possono comprendere:

  • Conizzazione con ansa diatermica (LEEP/LLETZ): utilizza un’ansa metallica attraversata da corrente elettrica per asportare il tessuto

  • Conizzazione con bisturi a lama fredda: prevede l’asportazione chirurgica del tessuto mediante bisturi, quando indicato dalle caratteristiche della lesione.

La scelta della tecnica dipende dalla localizzazione e dall’estensione delle alterazioni, dalle necessità diagnostiche e dalle condizioni cliniche della paziente.

La procedura può essere eseguita con differenti modalità anestesiologiche, a seconda della tecnica e del contesto clinico.

Il tessuto prelevato viene successivamente inviato al laboratorio per l’esame istologico, che permette di definire le caratteristiche della lesione e valutare i margini di escissione.

Conizzazione cervicale e HPV: qual è il collegamento?

L’infezione persistente da alcuni tipi di Papillomavirus umano (HPV) ad alto rischio oncogeno rappresenta il principale fattore coinvolto nello sviluppo delle lesioni precancerose del collo dell’utero.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV viene eliminata spontaneamente dall’organismo. Quando persiste, tuttavia, può favorire alterazioni cellulari che richiedono un monitoraggio o un trattamento.

La conizzazione permette di rimuovere il tessuto cervicale interessato dalla lesione, ma non costituisce un trattamento diretto contro il virus HPV.

Per questo motivo, anche dopo la procedura, è importante rispettare il programma di controlli indicato dallo specialista.

Conizzazione cervicale e fertilità: è possibile avere una gravidanza?

La possibilità di preservare la salute riproduttiva è un aspetto importante nella pianificazione della conizzazione, soprattutto nelle donne che desiderano una gravidanza futura.

Nella maggior parte dei casi, la procedura non impedisce di concepire spontaneamente. Tuttavia, l’asportazione di tessuto cervicale può comportare alcuni rischi per le gravidanze successive.

In particolare, può essere associata a un aumento del rischio di parto pretermine, soprattutto quando viene rimossa una porzione più ampia o profonda di tessuto oppure quando sono necessari interventi ripetuti.

Come spiegato da Cancer Research UK, il rischio dipende anche dalla quantità di tessuto cervicale asportato.

Per questo motivo, nelle pazienti che desiderano una gravidanza, lo specialista valuta attentamente le indicazioni alla procedura e le modalità più appropriate, considerando sia la necessità di trattare la lesione sia la salute riproduttiva.

Quali sono i tempi di recupero dopo la conizzazione?

I tempi di recupero dipendono dalla tecnica utilizzata, dall’estensione del tessuto rimosso e dalle condizioni individuali della paziente.

Nei giorni successivi alla procedura possono comparire lievi dolori simili a quelli mestruali, perdite vaginali o sanguinamento, che possono persistere durante il processo di guarigione.

La ripresa delle normali attività avviene gradualmente, seguendo le indicazioni dello specialista.

Durante il periodo di guarigione può essere necessario evitare temporaneamente:

  • Rapporti sessuali penetrativi

  • Utilizzo di tamponi interni o coppette mestruali

  • Attività fisica intensa e sollevamento di pesi

  • Immersioni in piscina o vasca da bagno

Le precauzioni e la loro durata dipendono dalla procedura effettuata. La guarigione cervicale può richiedere diverse settimane.

In presenza di sanguinamento abbondante, febbre, dolore intenso o perdite maleodoranti, è importante richiedere tempestivamente una valutazione medica.

Quali controlli sono necessari dopo la conizzazione?

Dopo la conizzazione, il risultato dell’esame istologico permette di definire le caratteristiche della lesione e verificare se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Il percorso di controllo può comprendere HPV test, Pap test e colposcopia, secondo le indicazioni cliniche e i protocolli di follow-up.

I controlli sono importanti anche quando la lesione risulta completamente rimossa, perché consentono di individuare eventuali alterazioni persistenti o successive.

La frequenza degli esami viene stabilita in base al risultato istologico, ai margini di escissione, all’eventuale persistenza dell’HPV e alla storia clinica della paziente.

Dove siamo e come prenotare?

  • Siamo in Viale XII Giugno, 20, 40124, Bologna
  • Orari: dal lunedì al venerdì: 8:00 – 20:00. Sabato e domenica: chiuso

FAQ – Domande frequenti sulla conizzazione cervicale

Generalmente si preferisce programmare la procedura al di fuori del periodo mestruale, per consentire una migliore visualizzazione del collo dell’utero. Le indicazioni vengono comunque definite dalla struttura in base al caso specifico.

Durante la gravidanza la conizzazione viene generalmente evitata e riservata a situazioni particolari, soprattutto quando esiste un sospetto di tumore invasivo che richiede un approfondimento diagnostico. La decisione deve essere presa da un’équipe specialistica.

La presenza di un dispositivo intrauterino (IUD) deve essere comunicata allo specialista prima della procedura. In base alla tecnica prevista e alla posizione dei fili del dispositivo, verrà valutata la necessità di particolari accorgimenti o dell’eventuale rimozione.

La presenza di un dispositivo intrauterino (IUD) deve essere comunicata allo specialista prima della procedura. In base alla tecnica prevista e alla posizione dei fili del dispositivo, verrà valutata la necessità di particolari accorgimenti o dell’eventuale rimozione.

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