Andrologia Clinica

Una valutazione specialistica per individuare le cause dell’infertilità maschile e definire il percorso più appropriato.

Revisione medica a cura del Dr. Edoardo Pescatori, Specialista in Urologia – Andrologo. Ultimo aggiornamento 14/10/2026


 

Andrologia clinica e fertilità maschile

L’andrologia clinica si occupa della salute riproduttiva maschile e della diagnosi e del trattamento delle condizioni che possono influire sulla fertilità dell’uomo.

Quando una gravidanza tarda ad arrivare, è importante che la valutazione coinvolga entrambi i partner. Secondo le Linee Guida EAU sull’infertilità maschile, il fattore maschile è coinvolto in circa il 50% delle coppie con infertilità, da solo o in associazione a fattori femminili.

Presso la nostra clinica Next Fertility GynePro è possibile effettuare un percorso di valutazione della fertilità maschile, dalla visita specialistica agli esami del liquido seminale, agli approfondimenti diagnostici, fino alla correzione di patologie causali, come la microchirurgia del varicocele, e alle tecniche di recupero chirurgico e microchirurgico degli spermatozoi.

Quando rivolgersi all'andrologo?

Una valutazione andrologica può essere indicata quando una coppia incontra difficoltà nel concepimento o quando sono già presenti condizioni che potrebbero interferire con la fertilità maschile.

In particolare, è opportuno rivolgersi allo specialista andrologo per la valutazione del partner maschile di ogni coppia infertile, oltre che in presenza di:

  • alterazioni riscontrate allo spermiogramma
  • azoospermia, ovvero assenza di spermatozoi nell’eiaculato
  • numero particolarmente ridotto di spermatozoi
  • varicocele
  • precedenti infezioni o patologie dell’apparato genitale maschile
  • precedenti interventi chirurgici a carico dell’apparato riproduttivo
  • alterazioni ormonali o genetiche potenzialmente associate alla fertilità
  • disturbi dell’eiaculazione
  • necessità di valutare il fattore maschile nell’ambito di un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

La valutazione specialistica consente di analizzare la situazione individuale e stabilire quali accertamenti siano effettivamente necessari, evitando di interpretare singoli esami senza considerare il quadro clinico complessivo.

Come si svolge la valutazione della fertilità maschile?

Il percorso diagnostico viene definito sulla base delle caratteristiche e della storia clinica del paziente.

Durante la prima visita andrologica lo specialista raccoglie informazioni sulla storia clinica e riproduttiva, su eventuali patologie o interventi precedenti, sui farmaci assunti e su altri possibili fattori di rischio (fumo, sovrappeso, sedentarietà, eccetera) che possono influire sulla fertilità.

Vengono inoltre valutati gli esami già effettuati, viene eseguito un esame obiettivo ed un’ecografia dell’apparato genitale.

Sulla base di quanto emerge dalla visita, l’andrologo può indicare gli accertamenti più appropriati. 

Test clinici

La valutazione della fertilità maschile può prevedere diversi esami, individuati dallo specialista sulla base della storia clinica del paziente, della visita andrologica e degli eventuali accertamenti già effettuati.

Il primo esame di riferimento è generalmente lo spermiogramma, o esame del liquido seminale. In presenza di specifiche indicazioni, la valutazione può essere completata con ulteriori test che permettono di approfondire alcuni aspetti della qualità e delle caratteristiche degli spermatozoi.

Spermiogramma

Il primo esame consigliato per verificare il potenziale di fertilità maschile è lo spermiogramma o esame seminale di base che analizza diversi parametri relativi al liquido seminale e fornisce importanti informazioni sia di carattere quantitativo (numero di spermatozoi per ml e nell’eiaculato) sia di ordine qualitativo (ad esempio la motilità e la morfologia degli spermatozoi).

Oltre allo spermiogramma è utile eseguire una valutazione dell’assetto ormonale maschile: tramite un prelievo ematico vengono dosati i livelli di FSH, LH, testosterone totale, prolattina, ed ormoni tiroidei.

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Approfondimenti diagnostici

Ulteriori indagini possono essere impiegate per approfondire la valutazione del liquido seminale e ottenere informazioni che non emergono da spermiogramma e assetto ormonale.

Durante il complesso processo di spermatogenesi, infatti, gli spermatozoi possono presentare alterazioni che interessano il DNA e i meccanismi coinvolti nella sua corretta organizzazione. Queste alterazioni sono indagate in particolare dal test di frammentazione del DNA spermatico, e possono essere associate a una riduzione del potenziale riproduttivo, risultando rilevanti anche nell’ambito di un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.

Poiché spermiogramma ed assetto ormonale non forniscono da soli una valutazione completa della fertilità maschile, in presenza di particolari indicazioni cliniche lo specialista può richiedere test di secondo livello.

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Interventi Andrologici

Una causa frequente – e trattabile – di ridotta fertilità maschile è il varicocele: alterato drenaggio venoso dal testicolo (solitamente sinistro) che determina dilatazione e tortuosità delle vene sopra il testicolo. Esso può determinare alterazioni sia dei parametri seminali (valutati con lo spermiogramma) sia del DNA contenuto negli spermatozoi (valutato con il test di frammentazione del DNA spermatico). Quando indicato dall’andrologo il varicocele può essere trattato mediante intervento microchirurgico, con reali possibilità di miglioramento del quadro seminale.

In alcune condizioni di infertilità maschile, gli spermatozoi possono essere assenti nell’eiaculato. Questa condizione, definita azoospermia, può essere legata a un’ostruzione delle vie seminali oppure a un’alterazione della produzione degli spermatozoi a livello testicolare.

Dopo un adeguato inquadramento diagnostico, in casi selezionati può essere indicato il ricorso a tecniche chirurgiche finalizzate alla ricerca e al recupero di spermatozoi direttamente dal tessuto testicolare e/o dall’epididimo.

Tra le procedure utilizzate rientrano TESE e MicroTESE.

TESE

La TESE (Testicular Sperm Extraction) è una procedura chirurgica che prevede il prelievo di piccoli frammenti di tessuto testicolare, successivamente analizzati in laboratorio per verificare la presenza di spermatozoi.

MicroTESE

La MicroTESE (Microscopic Testicular Sperm Extraction) è una tecnica microchirurgica che prevede l’utilizzo di un microscopio operatorio per individuare in maniera mirata le aree del tessuto testicolare nelle quali vi è una maggiore probabilità di trovare spermatozoi.

Gli spermatozoi recuperati possono essere crioconservati per un successivo utilizzo in un percorso di PMA: approfondisci la preservazione della fertilità maschile.

Dove siamo e come prenotare?

  • Siamo in Viale XII Giugno, 20, 40124, Bologna
  • Orari: dal lunedì al venerdì: 8:00 – 20:00. Sabato e domenica: chiuso

Domande frequenti sull'andrologia clinica e sull'infertilità maschile

È opportuno rivolgersi allo specialista andrologo per la valutazione del partner maschile di ogni coppia infertile, alla ricerca di cause trattabili di ridotta fertilità maschile, quali: varicocele, stili di vita alterati, alterazioni dei parametri seminali o dell’assetto ormonale maschile.

Uno degli esami di riferimento è lo spermiogramma, che permette di analizzare parametri come concentrazione, numero, motilità e morfologia degli spermatozoi. In base alla storia clinica e ai risultati ottenuti, lo specialista può indicare ulteriori esami o test di secondo livello per approfondire la valutazione.

No. Lo spermiogramma fornisce informazioni importanti sulle caratteristiche del liquido seminale, ma non consente da solo di valutare tutti gli aspetti della fertilità maschile. In presenza di specifiche indicazioni cliniche, lo specialista può ritenere opportuno effettuare ulteriori approfondimenti anche quando i principali parametri seminali risultano nei limiti di riferimento.

Non necessariamente. I parametri del liquido seminale devono essere interpretati nel contesto della storia clinica e riproduttiva del paziente e della coppia. Uno o più valori al di fuori dei limiti di riferimento non sono quindi sufficienti, da soli, per stabilire una diagnosi di infertilità.

L’infertilità maschile può essere associata a cause differenti, tra cui alterazioni della produzione o della qualità degli spermatozoi, anomalie ormonali o genetiche, varicocele, infezioni, ostruzioni delle vie seminali e altre patologie dell’apparato riproduttivo. In alcuni casi, tuttavia, non è possibile individuare una causa precisa.

Dipende dalla causa e dal tipo di azoospermia. In alcuni casi è possibile recuperare spermatozoi direttamente dal tessuto testicolare attraverso tecniche chirurgiche come TESE o MicroTESE, per un eventuale utilizzo nell’ambito di un percorso di PMA. Nei pazienti con azoospermia non ostruttiva, una revisione sistematica pubblicata su Andrology ha riportato tassi di recupero degli spermatozoi compresi tra il 42,9% e il 63% con MicroTESE e tra il 16,7% e il 45% con TESE convenzionale. Le probabilità di recupero possono tuttavia variare in base alle caratteristiche del singolo paziente.

“Valutare la fertilità maschile significa andare oltre il singolo esame: è necessario raccogliere la storia clinica del paziente, visitarlo, esaminare i parametri seminali / ormonali e gli eventuali approfondimenti diagnostici per definire il percorso più appropriato.”

Dr. Edoardo Pescatori, Specialista in Urologia – Andrologo

 

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