Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 22/10/2026

La diatermocoagulazione del collo dell’utero, chiamata anche DTC ginecologica, è una procedura che utilizza il calore generato dalla corrente elettrica per trattare determinate alterazioni dei tessuti della cervice uterina.

Il trattamento può essere indicato in presenza di alcune lesioni benigne, come un ectropion cervicale sintomatico, oppure di specifiche alterazioni genitali, tra cui i condilomi, dopo un’adeguata valutazione ginecologica.

Presso la nostra clinica Next Fertility GynePro a Bologna, la diatermocoagulazione rientra tra le procedure di chirurgia ginecologica e viene valutata sulla base delle condizioni cliniche e delle necessità della paziente.

Che cos'è la diatermocoagulazione del collo dell'utero?

La diatermocoagulazione (DTC) è una tecnica che sfrutta il calore prodotto dalla corrente elettrica ad alta frequenza per trattare in modo localizzato determinati tessuti.

In ambito ginecologico può essere utilizzata per intervenire su alcune alterazioni del collo dell’utero o della regione genitale, attraverso uno strumento specifico che consente di coagulare o distruggere il tessuto da trattare.

La procedura viene eseguita dal ginecologo dopo aver valutato la natura della lesione e l’appropriatezza del trattamento.

È importante distinguere la diatermocoagulazione dalle procedure che prevedono l’asportazione di tessuto da sottoporre a esame istologico, come la conizzazione. La scelta dipende dal tipo di alterazione individuata e dagli eventuali approfondimenti diagnostici necessari.

Quando è indicata la diatermocoagulazione ginecologica?

La diatermocoagulazione può essere presa in considerazione quando il ginecologo individua alterazioni per le quali è appropriato un trattamento locale.

Tra le possibili indicazioni rientrano:

  • Ectropion cervicale sintomatico: una condizione benigna nella quale il tessuto ghiandolare normalmente presente all’interno del canale cervicale è visibile sulla superficie esterna del collo dell’utero. In presenza di sanguinamenti da contatto o secrezioni persistenti, può essere valutato un trattamento.

  • Condilomi genitali: lesioni associate ad alcuni tipi di Papillomavirus umano (HPV), che in determinate situazioni possono essere trattate mediante diatermocoagulazione.

  • Specifiche alterazioni cervicali: alcune lesioni possono richiedere un trattamento dopo un percorso diagnostico che ne abbia chiarito la natura.

La diatermocoagulazione non è necessaria per tutte le alterazioni del collo dell’utero. In particolare, un ectropion asintomatico generalmente non richiede trattamento.

Diatermocoagulazione dopo Pap test o colposcopia: quando è necessaria?

Un risultato anomalo al Pap test o all’HPV test non comporta automaticamente la necessità di eseguire una diatermocoagulazione.

In questi casi, il ginecologo può indicare ulteriori accertamenti, come la colposcopia, ed eventualmente una biopsia per identificare la natura delle alterazioni.

La scelta del trattamento dipende dal risultato degli esami, dal tipo di lesione e dalle caratteristiche della paziente.

Alcune alterazioni possono richiedere soltanto controlli periodici, mentre altre necessitano di trattamenti differenti, come procedure escissionali che consentono anche l’analisi istologica del tessuto rimosso.

Per questo motivo, la diatermocoagulazione non deve essere considerata un trattamento standard per tutte le lesioni cervicali.

Come si svolge la diatermocoagulazione del collo dell'utero?

La diatermocoagulazione è una procedura che può essere eseguita in ambulatorio, quando le caratteristiche della lesione e le condizioni della paziente lo consentono.

Generalmente, il trattamento prevede alcune fasi:

  1. Valutazione della zona da trattare: il ginecologo identifica l’area interessata, anche sulla base degli accertamenti già effettuati.

  2. Preparazione della procedura: la paziente viene posizionata sul lettino ginecologico e, quando necessario, viene utilizzato uno speculum per visualizzare il collo dell’utero.

  3. Applicazione del trattamento: attraverso uno strumento specifico, il medico applica energia elettrica per produrre calore e trattare il tessuto interessato.

  4. Controllo finale: al termine della procedura viene verificata la zona trattata e vengono fornite le indicazioni per il periodo successivo.

La durata varia in base all’estensione, alla posizione e alle caratteristiche della lesione.

La diatermocoagulazione del collo dell'utero fa male?

Il timore di provare dolore durante un trattamento ginecologico è comprensibile, soprattutto quando la procedura interessa una zona delicata come il collo dell’utero.

La percezione del dolore durante la diatermocoagulazione può variare da persona a persona e dipende dalla sede, dall’estensione della lesione e dalla tecnica utilizzata.

Durante la procedura possono essere avvertiti fastidio o crampi simili a quelli mestruali. Per alcuni trattamenti del collo dell’utero può essere utilizzata un’anestesia locale, secondo la valutazione dello specialista.

Anche dopo il trattamento possono comparire lievi dolori o crampi temporanei.

Prima della procedura, il ginecologo illustra le modalità previste e le eventuali misure per il controllo del dolore.

Perdite dopo la diatermocoagulazione: cosa aspettarsi?

Dopo la diatermocoagulazione del collo dell’utero possono comparire perdite vaginali acquose, rosate o lievemente ematiche.

Queste manifestazioni sono generalmente legate al processo di guarigione del tessuto trattato e possono persistere per alcuni giorni o settimane.

La durata e l’intensità delle perdite dipendono dall’estensione del trattamento e dalle caratteristiche individuali.

Durante la guarigione può essere consigliato l’utilizzo di assorbenti esterni, evitando tamponi vaginali o coppette mestruali fino a diversa indicazione medica.

È invece importante contattare il medico in presenza di:

  • Sanguinamento abbondante

  • Dolore pelvico intenso o persistente

  • Febbre

  • Perdite vaginali maleodoranti.

Questi sintomi possono richiedere una valutazione per escludere eventuali complicanze.

Quanto tempo serve per guarire dopo la diatermocoagulazione?

I tempi di guarigione dopo la diatermocoagulazione variano in base al tipo e all’estensione del trattamento.

Dopo una procedura cervicale, le perdite possono durare indicativamente da due a quattro settimane, anche se il recupero può essere più rapido o richiedere tempi differenti.

La ripresa delle normali attività quotidiane è generalmente possibile in tempi brevi, salvo diverse indicazioni del ginecologo.

È importante seguire le raccomandazioni ricevute, soprattutto per quanto riguarda l’igiene intima, l’utilizzo di dispositivi vaginali e gli eventuali controlli successivi.

Rapporti sessuali dopo la diatermocoagulazione: quando riprenderli?

Dopo un trattamento del collo dell’utero può essere necessario sospendere temporaneamente i rapporti sessuali con penetrazione vaginale, per consentire ai tessuti di guarire e ridurre il rischio di sanguinamento o infezione.

Generalmente si raccomanda di attendere la risoluzione delle perdite e il completamento della guarigione, secondo le indicazioni del ginecologo.

La durata dell’astensione dipende dal tipo di procedura effettuata e dall’estensione dell’area trattata.

Gravidanza dopo diatermocoagulazione: è possibile?

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cercare una gravidanza dopo un trattamento del collo dell’utero.

La diatermocoagulazione superficiale della cervice, quando correttamente indicata ed eseguita, generalmente non compromette la fertilità.

È tuttavia importante distinguere questo trattamento da interventi più estesi, come alcune procedure escissionali cervicali, che possono avere implicazioni differenti per le gravidanze successive.

Prima di riprendere la ricerca di una gravidanza è opportuno attendere la guarigione dei tessuti e seguire le indicazioni dello specialista.

Nelle donne che desiderano una gravidanza, la scelta del trattamento deve tenere conto anche del progetto riproduttivo e delle caratteristiche della lesione.

Diatermocoagulazione ginecologica presso Next Fertility GynePro a Bologna

Presso Next Fertility GynePro, la diatermocoagulazione della regione genitale rientra tra le procedure ginecologiche disponibili.

La valutazione specialistica consente di individuare la natura dell’alterazione e stabilire se la diatermocoagulazione rappresenti il trattamento più appropriato oppure se siano necessari ulteriori accertamenti o altre procedure.

Il trattamento viene eseguito da un nostro specialista in ginecologia,, secondo le indicazioni cliniche e le caratteristiche della paziente.

Dove siamo e come prenotare?

  • Siamo in Viale XII Giugno, 20, 40124, Bologna
  • Orari: dal lunedì al venerdì: 8:00 – 20:00. Sabato e domenica: chiuso

FAQ – Domande frequenti sulla diatermocoagulazione

Generalmente il trattamento viene programmato al di fuori del periodo mestruale, per consentire una migliore visualizzazione della zona da trattare. Il momento più appropriato viene stabilito dal ginecologo in base al ciclo e alle condizioni cliniche della paziente.

Dipende dal motivo per cui viene indicato il trattamento. Il ginecologo può richiedere o valutare gli esiti di accertamenti precedenti, come Pap test, HPV test, colposcopia o biopsia, per definire la natura dell’alterazione e verificare che la procedura sia appropriata.

La diatermocoagulazione determina una modificazione controllata del tessuto trattato. In alcuni casi possono verificarsi esiti cicatriziali, il cui rischio dipende dall’estensione e dalla profondità del trattamento. Il ginecologo valuta questi aspetti prima della procedura, soprattutto nelle donne che desiderano una gravidanza.

La necessità di controlli dipende dal tipo di alterazione trattata e dalla storia clinica della paziente. In presenza di lesioni associate all’HPV o di precedenti anomalie cervicali, è importante rispettare il programma di sorveglianza indicato dallo specialista.

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