Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 04/11/2026

La menopausa è una fase fisiologica della vita della donna, caratterizzata dalla cessazione definitiva delle mestruazioni e da una progressiva riduzione della produzione degli ormoni ovarici, in particolare degli estrogeni.

Questo cambiamento può accompagnarsi a sintomi di diversa intensità, come vampate di calore, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore e secchezza vaginale. Non tutte le donne, tuttavia, vivono la menopausa allo stesso modo: alcune manifestano disturbi significativi, mentre altre attraversano questa fase senza particolari difficoltà.

Presso Next Fertility GynePro a Bologna, la valutazione ginecologica permette di approfondire i cambiamenti legati alla menopausa, individuare eventuali disturbi e valutare le possibilità di trattamento più appropriate in base alle esigenze della paziente.

Che cos'è la menopausa e quando inizia?

La menopausa viene generalmente diagnosticata dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni, in assenza di altre cause che possano spiegare l’interruzione del ciclo mestruale.

Nella maggior parte delle donne si verifica tra i 45 e i 55 anni, con un’età media intorno ai 51 anni. Il momento in cui compare può variare in relazione a fattori individuali, genetici e clinici.

È importante distinguere tre fasi:

  • Perimenopausa: periodo di transizione che precede la menopausa, durante il quale il ciclo mestruale può diventare irregolare e possono comparire i primi sintomi.

  • Menopausa: momento identificato retrospettivamente dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni.

  • Postmenopausa: fase successiva all’ultima mestruazione, durante la quale i livelli di estrogeni rimangono generalmente più bassi rispetto all’età riproduttiva.

Quando la menopausa si verifica prima dei 40 anni, si parla di insufficienza ovarica prematura, una condizione che richiede una valutazione specialistica specifica.

Quali sono i sintomi della menopausa?

I sintomi della menopausa sono legati principalmente alle modificazioni ormonali che accompagnano questa fase e possono comparire già durante la perimenopausa.

Tra i disturbi più frequenti rientrano:

  • Vampate di calore: improvvise sensazioni di calore, spesso accompagnate da arrossamento del viso e sudorazione

  • Sudorazione notturna: episodi che possono interrompere il riposo e compromettere la qualità del sonno

  • Disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti o sensazione di riposo insufficiente

  • Cambiamenti dell’umore: maggiore irritabilità, ansia o variazioni del benessere emotivo

  • Difficoltà di concentrazione: sensazione di affaticamento mentale o maggiore difficoltà a mantenere l’attenzione

  • Secchezza vaginale e fastidi durante i rapporti: disturbi che possono essere associati alla sindrome genito-urinaria della menopausa

  • Alterazioni della regolarità mestruale: cicli più ravvicinati, distanziati o con caratteristiche differenti durante la perimenopausa.

La durata e l’intensità dei sintomi variano da donna a donna. Quando interferiscono con le attività quotidiane, il sonno o la vita sessuale, è consigliabile richiedere una valutazione specialistica.

Come cambia la salute femminile durante la menopausa?

La riduzione degli estrogeni può influenzare diversi aspetti della salute femminile, anche in assenza di sintomi evidenti.

Salute delle ossa

Gli estrogeni contribuiscono al mantenimento della densità minerale ossea. Dopo la menopausa, la loro riduzione può favorire una progressiva perdita di massa ossea e aumentare il rischio di osteoporosi e fratture.

In presenza di specifici fattori di rischio, lo specialista può valutare l’opportunità di approfondimenti diagnostici, come la densitometria ossea.

Salute cardiovascolare e metabolica

Durante la transizione menopausale possono verificarsi cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, nel profilo lipidico e in altri fattori che influenzano la salute cardiovascolare.

Il controllo della pressione arteriosa, un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica regolare e l’astensione dal fumo contribuiscono alla prevenzione cardiovascolare.

Benessere sessuale e intimo

Le modificazioni dei tessuti vulvari, vaginali e delle basse vie urinarie possono provocare secchezza, irritazione e dolore durante i rapporti sessuali.

Questi disturbi non devono essere considerati una conseguenza inevitabile della menopausa da sopportare senza trattamento: esistono possibilità terapeutiche che possono migliorare il comfort e la qualità della vita.

Sindrome genito-urinaria in menopausa: quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti?

La sindrome genito-urinaria della menopausa (GSM) è un insieme di segni e sintomi che possono interessare la vulva, la vagina e le basse vie urinarie, principalmente in conseguenza della riduzione degli estrogeni e di altri cambiamenti ormonali.

A differenza di alcuni sintomi vasomotori, come le vampate di calore, i disturbi genito-urinari possono persistere o peggiorare nel tempo se non vengono adeguatamente trattati.

Quali sono i sintomi della sindrome genito-urinaria?

I sintomi possono interessare sia la sfera intima sia quella urinaria e comprendere:

  • Secchezza vaginale, spesso accompagnata da una sensazione di tensione o ridotta lubrificazione

  • Bruciore, irritazione o prurito vulvovaginale, anche in assenza di infezioni

  • Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), che può influire sul benessere e sulla vita di coppia

  • Fastidio durante la minzione, con sensazione di bruciore o disagio.

  • Urgenza e frequenza urinaria, con necessità di urinare più spesso.

  • Infezioni urinarie ricorrenti, che possono essere favorite dalle modificazioni dell’ambiente genito-urinario.

Questi sintomi possono avere anche altre cause. Per questo motivo, è importante non attribuirli automaticamente alla menopausa senza un’adeguata valutazione clinica.

Quali sono le cause della sindrome genito-urinaria?

La principale causa è la riduzione degli estrogeni, che contribuiscono a mantenere le caratteristiche fisiologiche dei tessuti vulvovaginali e delle basse vie urinarie.

Con la menopausa, questi cambiamenti possono determinare:

  • Una riduzione dell’elasticità e dell’idratazione dei tessuti vaginali

  • Un assottigliamento dell’epitelio vaginale

  • Modificazioni del pH vaginale e del microbiota locale

  • Una maggiore vulnerabilità dei tessuti a irritazioni e microtraumi

La sindrome genito-urinaria può comparire anche in altre situazioni caratterizzate da bassi livelli estrogenici, per esempio dopo alcuni trattamenti oncologici o interventi che determinano una menopausa chirurgica.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione dei sintomi e sull’esame clinico, quando indicato.

Durante la visita, lo specialista raccoglie informazioni sulla storia clinica della paziente, sulle caratteristiche dei disturbi e sul loro impatto sulla qualità della vita.

L’esame ginecologico può consentire di individuare eventuali modificazioni dei tessuti vulvovaginali e di distinguere la sindrome genito-urinaria da altre condizioni, come infezioni, patologie dermatologiche o disturbi del pavimento pelvico.

Non è generalmente necessario eseguire dosaggi ormonali per diagnosticare la sindrome genito-urinaria in una donna con menopausa già accertata.

Quali trattamenti sono disponibili per la sindrome genito-urinaria?

Il trattamento dipende dall’intensità dei sintomi, dalla storia clinica della paziente, dalle eventuali controindicazioni e dalle preferenze individuali.

Tra le possibilità terapeutiche rientrano:

Idratanti e lubrificanti vaginali

Gli idratanti vaginali possono contribuire a ridurre la secchezza e il disagio quotidiano, mentre i lubrificanti possono migliorare il comfort durante i rapporti sessuali. Sono opzioni non ormonali che possono essere utili soprattutto nei disturbi lievi.

Terapia estrogenica vaginale locale

Gli estrogeni vaginali a basso dosaggio rappresentano un trattamento efficace per numerosi sintomi della sindrome genito-urinaria. Agiscono localmente sui tessuti e possono essere prescritti dopo una valutazione delle indicazioni e delle eventuali controindicazioni.

Altre opzioni terapeutiche

In situazioni selezionate possono essere valutati ulteriori trattamenti farmacologici, secondo le indicazioni cliniche e la disponibilità dei medicinali.

Quando sono presenti disturbi del pavimento pelvico o dolore durante i rapporti, può essere utile considerare anche un percorso riabilitativo specifico.

La scelta terapeutica deve essere personalizzata. In particolare, nelle pazienti con una storia di tumore ormono-sensibile è necessaria un’attenta valutazione condivisa con gli specialisti coinvolti.

Quali trattamenti possono aiutare a gestire i sintomi della menopausa?

La gestione della menopausa dipende dai sintomi presenti, dalla loro intensità, dall’età della paziente e dalla storia clinica individuale.

Non tutte le donne hanno bisogno di una terapia farmacologica. Tuttavia, quando i disturbi compromettono il benessere quotidiano, possono essere valutate diverse possibilità.

Terapia ormonale della menopausa

La terapia ormonale della menopausa (TOS) può essere indicata per il trattamento di sintomi come vampate di calore e sudorazioni notturne.

La scelta della formulazione dipende da diversi fattori, tra cui la presenza o meno dell’utero, l’età, il tempo trascorso dalla menopausa e gli eventuali fattori di rischio.

La terapia non è indicata indistintamente per tutte le donne e richiede una valutazione individuale dei benefici e dei rischi.

Trattamenti non ormonali

Quando la terapia ormonale non è indicata o non viene scelta dalla paziente, possono essere considerate alternative non ormonali, comprese alcune terapie farmacologiche per i sintomi vasomotori.

La scelta dipende dalle caratteristiche dei disturbi e dalle condizioni cliniche individuali.

Stile di vita e prevenzione

Alcune abitudini possono contribuire al benessere generale durante la menopausa:

  • Praticare regolarmente attività fisica, includendo esercizi di forza

  • Seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, con un adeguato apporto di calcio e vitamina D

  • Mantenere una buona regolarità del sonno

  • Evitare il fumo e limitare il consumo di alcol

  • Effettuare i controlli preventivi raccomandati per la propria fascia d’età

Queste misure sono importanti per la salute generale, ma non sostituiscono i trattamenti medici quando necessari.

Quando rivolgersi allo specialista?

È consigliabile richiedere una valutazione ginecologica quando i sintomi della menopausa interferiscono con il sonno, le attività quotidiane, il benessere emotivo o la vita sessuale.

Una visita può essere utile anche in presenza di secchezza vaginale persistente, dolore durante i rapporti, disturbi urinari ricorrenti o dubbi sulle possibilità di trattamento.

Qualsiasi sanguinamento vaginale che compare dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni richiede una valutazione medica, anche quando si tratta di perdite lievi.

Lo specialista può approfondire la situazione clinica, valutare gli eventuali accertamenti necessari e individuare un percorso personalizzato.

Dove siamo e come prenotare?

  • Siamo in Viale XII Giugno, 20, 40124, Bologna
  • Orari: dal lunedì al venerdì: 8:00 – 20:00. Sabato e domenica: chiuso

FAQ - Domande frequenti sulla menopausa

Sì. Durante la perimenopausa, anche se il ciclo mestruale diventa irregolare, possono ancora verificarsi ovulazioni. Una gravidanza spontanea rimane quindi possibile fino alla menopausa, sebbene la fertilità diminuisca con l’età.

Non sempre. Nelle donne di età pari o superiore a 45 anni, la menopausa viene generalmente identificata sulla base dei sintomi e della storia mestruale, senza necessità di dosaggi ormonali di routine. In altre situazioni possono essere indicati accertamenti specifici.

Sì. La rimozione chirurgica di entrambe le ovaie determina una menopausa immediata, indipendentemente dall’età della donna. La sola rimozione dell’utero, invece, interrompe le mestruazioni ma non comporta necessariamente l’immediata cessazione della funzione ovarica.

Sì, ma la decisione deve essere concordata con lo specialista. La durata del trattamento viene rivalutata periodicamente in base ai benefici, ai possibili rischi e all’evoluzione dei sintomi, che in alcune donne possono ricomparire dopo la sospensione.

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