La sicurezza in un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita non riguarda soltanto l’efficacia delle procedure, ma anche la corretta identificazione, gestione e conservazione nel tempo di ovociti, spermatozoi ed embrioni.
Questo aspetto assume un significato ancora maggiore quando si parla di crioconservazione degli ovociti: una cellula vitrificata oggi potrebbe infatti essere utilizzata a distanza di molti anni.
Per questo, nel laboratorio IVF della nostra clinica Next Fertility GynePro, la prevenzione del rischio e la tracciabilità accompagnano le diverse fasi del processo, dall’identificazione dei campioni alla vitrificazione e alla loro conservazione.
Come sottolinea il Dr. Lodovico Parmegiani, Direttore del Laboratorio IVF:
«Un ovocita congelato oggi potrà essere utilizzato fra dieci o quindici anni: dobbiamo essere in grado di dimostrare, anche allora, esattamente come è stato vitrificato e conservato.»
Vitrificazione degli ovociti: perché la sicurezza è importante?
La vitrificazione è una tecnica di crioconservazione che consente di portare rapidamente gli ovociti a temperature estremamente basse, evitando la formazione di cristalli di ghiaccio che potrebbero danneggiare le cellule.
Durante le procedure di vitrificazione, il dispositivo che contiene l’ovocita entra direttamente in contatto con l’azoto liquido. La temperatura estremamente bassa dell’azoto non significa però necessariamente assenza di microrganismi. Inoltre, l’azoto evapora sulle superfici di lavoro diventando un vettore per batteri e virus. Per questo la gestione del possibile rischio di contaminazione rappresenta uno degli aspetti da considerare nell’organizzazione delle procedure di crioconservazione.
Il Manuale WHO per l’esame e il trattamento del liquido seminale umano, nell’ambito delle misure volte a limitare il rischio di cross-contaminazione durante la crioconservazione, indica infatti tra le possibili precauzioni la sterilizzazione dell’azoto liquido nei casi di vitrificazione in cui il campione viene immerso direttamente nell’azoto.
Questo significa che l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di applicare un principio di prevenzione del rischio, adottando procedure e tecnologie che consentano di aumentare ulteriormente il livello di controllo del processo.
Come viene sterilizzato l’azoto liquido nella vitrificazione degli ovociti?
L’attenzione della nostra clinica verso questo tema nasce da un percorso scientifico iniziato diversi anni fa.
Già nel 2009 il Dr. Parmegiani e il gruppo di ricerca di GynePro hanno studiato la possibilità di utilizzare l’irradiazione ultravioletta per la decontaminazione microbiologica dell’azoto liquido destinato alla vitrificazione.
Lo studio, successivamente pubblicato sulla rivista scientifica Fertility and Sterility, ha valutato l’efficacia dell’irradiazione UV su azoto liquido contaminato sperimentalmente con batteri e funghi. Dopo il trattamento UV, i microrganismi utilizzati nell’esperimento non sono stati rilevati nell’azoto liquido.
Il gruppo ha successivamente approfondito l’applicazione della vitrificazione asettica degli ovociti, studiando un protocollo basato sulla sterilizzazione UV dell’azoto liquido associata alla crioconservazione ermetica.
Un percorso di ricerca che ha contribuito a sviluppare un approccio nel quale la sicurezza microbiologica viene considerata parte integrante del processo di vitrificazione.
Come viene gestita la vitrificazione degli ovociti in Next Fertility GynePro?
Oggi, nel laboratorio IVF di Next Fertility GynePro, viene utilizzato il sistema Nterilizer N-Bath, sviluppato per consentire la sterilizzazione dell’azoto liquido utilizzato nelle procedure di vitrificazione.
Il sistema prevede l’impiego di sleeve sterili monouso e un processo di sterilizzazione dell’azoto liquido prima della vitrificazione. La procedura prevede inoltre sistemi di identificazione e registrazione dei dati relativi al processo.
L’obiettivo è applicare un principio semplice: quando è possibile introdurre una barriera aggiuntiva per ridurre un rischio potenziale, questa può diventare parte integrante della procedura di laboratorio.
Tracciabilità: sapere come è stato gestito ogni campione
La sicurezza in un laboratorio IVF non riguarda però soltanto le condizioni nelle quali vengono vitrificati ovociti ed embrioni.
Un altro elemento fondamentale è la tracciabilità.
Significa poter ricostruire le diverse fasi attraverso cui è passato un campione e mantenere nel tempo le informazioni associate alla procedura.
In Next Fertility GynePro questo principio viene applicato anche alla sterilizzazione dell’azoto utilizzato per la vitrificazione. Il sistema N-Bath consente infatti di registrare i dati relativi al processo di sterilizzazione; il produttore prevede inoltre il salvataggio delle informazioni attraverso un sistema basato su tecnologia blockchain.
L’utilizzo della blockchain permette di creare registrazioni progettate per non essere modificate retroattivamente, aggiungendo così un ulteriore livello di verificabilità delle informazioni associate alla procedura.
L’obiettivo non è soltanto eseguire correttamente una procedura oggi, ma poter ricostruire e documentare nel tempo come è stata eseguita.
Identificazione di ovociti ed embrioni: il ruolo del witnessing elettronico
Accanto alla sicurezza microbiologica, un altro elemento centrale è la corretta identificazione dei campioni biologici.
Nel laboratorio PMA di Next Fertility GynePro viene utilizzato RI Witness, un sistema elettronico di witnessing che supporta l’identificazione e la tracciabilità di ovociti, spermatozoi ed embrioni durante le diverse fasi delle procedure di laboratorio.
Il sistema rappresenta una barriera tecnologica aggiuntiva rispetto ai controlli previsti dalle procedure, contribuendo a verificare la corretta associazione tra campioni e pazienti.
La tecnologia, tuttavia, non sostituisce il lavoro degli embriologi: si integra all’interno di procedure, controlli e competenze professionali con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il rischio di errore.
Crioconservare oggi pensando al futuro
Il tema della sicurezza assume particolare rilevanza anche nel social freezing, cioè la crioconservazione degli ovociti effettuata per preservare la possibilità riproduttiva per il futuro in assenza di un’indicazione medica immediata.
Tra il momento della vitrificazione e quello dell’eventuale utilizzo degli ovociti possono trascorrere diversi anni.
Per questo la qualità di un percorso di preservazione della fertilità non riguarda soltanto il momento del prelievo ovocitario o della vitrificazione, ma anche l’insieme delle procedure utilizzate per identificare, trattare, tracciare e conservare i campioni nel tempo.
«Per noi la sicurezza delle cellule umane, delle pazienti e degli operatori non è mai stata negoziabile», spiega il Dr. Parmegiani.
Prevenzione, tecnologia e tracciabilità diventano quindi parti dello stesso approccio: anticipare per quanto possibile i rischi, invece di intervenire soltanto dopo che si è verificato un evento avverso.
Sicurezza in PMA: prevenire significa anche poter documentare
L’innovazione in medicina della riproduzione non riguarda esclusivamente lo sviluppo di nuove tecniche o il miglioramento dei risultati clinici.
Innovare significa anche interrogarsi su come rendere più controllabili e documentabili i processi di laboratorio, soprattutto quando riguardano cellule che potrebbero essere conservate per molti anni.
La ricerca sulla sterilizzazione dell’azoto liquido, l’impiego di materiali sterili monouso, i sistemi elettronici di witnessing e la registrazione delle procedure rispondono alla stessa logica: costruire diversi livelli di controllo intorno a ogni campione biologico.
Come conclude il Dr. Parmegiani: «Nella PMA il miglior evento avverso è quello che non si verifica mai».
Per chi sta valutando un percorso di crioconservazione degli ovociti o di Procreazione Medicalmente Assistita, conoscere anche ciò che avviene all’interno del laboratorio può aiutare a comprendere meglio le procedure e le tecnologie utilizzate per la gestione dei propri campioni.
In Next Fertility GynePro, investiamo da anni nella ricerca, nelle tecnologie e nei sistemi di tracciabilità con l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza in ogni fase del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, dalla gestione dei campioni biologici alla loro conservazione nel tempo.
Vitrificazione e sicurezza: i punti chiave
- La vitrificazione consente di crioconservare gli ovociti a temperature estremamente basse, attraverso un processo rapido che limita la formazione di cristalli di ghiaccio potenzialmente dannosi per le cellule
- La sicurezza riguarda anche la gestione dell’azoto liquido: nelle procedure di vitrificazione il dispositivo contenente l’ovocita entra direttamente in contatto con l’azoto liquido, inoltre l’azoto liquido evaporando può contaminare le superfici di lavoro, gli operatori, le cellule ed in ultima istanza le pazienti.
- La sterilizzazione dell’azoto rappresenta una possibile misura di prevenzione del rischio di contaminazione nelle procedure che prevedono il contatto diretto con il campione
- In Next Fertility GynePro viene utilizzato il sistema Nterilizer N-Bath, che prevede sleeve sterili monouso e la sterilizzazione dell’azoto liquido prima della vitrificazione
- La tracciabilità permette di documentare le diverse fasi della procedura e di conservare nel tempo le informazioni associate alla gestione dei campioni.
- RI Witness supporta l’identificazione di ovociti, spermatozoi ed embrioni durante le diverse fasi delle procedure di laboratorio, aggiungendo una barriera elettronica ai sistemi di controllo
- Sicurezza e tracciabilità sono particolarmente importanti quando gli ovociti vengono conservati per il futuro, perché tra la vitrificazione e il loro eventuale utilizzo possono trascorrere diversi anni.
Revisione medica a cura del Dr. Lodovico Parmegiani – Direttore del Laboratorio IVF. Aggiornato il 20/10/2026