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Infertilità di coppia: quando valutare anche la fertilità maschile

Infertilità di coppia quando valutare anche la fertilità maschile

In breve: L’infertilità di coppia può essere associata a fattori femminili, maschili o a una combinazione di entrambi. Per questo, quando una gravidanza tarda ad arrivare, è importante valutare la salute riproduttiva di entrambi i partner. Nell’uomo, uno dei primi esami utilizzati per valutare la fertilità è lo spermiogramma, i cui risultati devono essere sempre interpretati dallo specialista nel contesto clinico complessivo.


Quando una gravidanza tarda ad arrivare, può essere naturale pensare che serva semplicemente aspettare ancora un po’. Ma se il desiderio di diventare genitori fa parte dei propri progetti, prendersi cura della fertilità significa anche sapere quando è il momento di approfondire.

E significa farlo insieme. L’infertilità, infatti, non riguarda esclusivamente la donna: le difficoltà di concepimento possono essere associate a fattori femminili, maschili oppure a una combinazione di entrambi.

A sottolinearlo è la Dr.ssa Debora Marchiori, Medico Chirurgo Specializzato in Urologia presso la nostra clinica Next Fertility GynePro, che approfondisce l’importanza di considerare la ricerca di una gravidanza come un vero e proprio progetto di coppia, nel quale entrambi i partner possono prendersi cura della propria salute riproduttiva.

Infertilità maschile: perché è importante parlarne?

Per molto tempo l’attenzione nei percorsi di fertilità si è concentrata soprattutto sulla donna. Eppure, anche il fattore maschile può contribuire alle difficoltà di concepimento.

Secondo le linee guida della European Association of Urology (EAU), un fattore maschile è presente in circa la metà delle coppie con difficoltà di concepimento e, in circa il 20% dei casi, rappresenta l’unico fattore identificato.

Le cause possono essere differenti e richiedono una valutazione specialistica. Tra gli aspetti che possono essere approfonditi rientrano, ad esempio, le caratteristiche del liquido seminale e la presenza di eventuali condizioni andrologiche o urologiche che possono influire sulla fertilità.

Per questo motivo, in presenza di difficoltà nel concepimento, può essere indicato valutare la salute riproduttiva di entrambi i partner.

L’obiettivo non è individuare “di chi sia il problema”, ma comprendere quali fattori possano ostacolare il concepimento e individuare, quando necessario, il percorso più appropriato per la coppia.

Quando è il momento di fare degli accertamenti?

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si parla di infertilità quando non si ottiene una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari non protetti.

Tuttavia, non è sempre necessario attendere 12 mesi prima di rivolgersi a uno specialista. Se la donna ha più di 35 anni, è generalmente consigliabile iniziare gli approfondimenti dopo circa 6 mesi di rapporti regolari non protetti senza ottenere una gravidanza. Può inoltre essere opportuno anticipare la valutazione in presenza di condizioni o fattori di rischio già noti che possono influire sulla fertilità.

Una valutazione medica permette di ricostruire la storia clinica e riproduttiva della coppia e stabilire quali approfondimenti siano effettivamente necessari.

Quali controlli possono essere utili per la fertilità maschile?

La valutazione della fertilità maschile viene definita sulla base della situazione individuale e della storia clinica.

Tra gli esami che possono essere utilizzati nell’iter diagnostico rientra lo spermiogramma, che permette di analizzare alcuni parametri del liquido seminale, come concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi.

In base ai risultati e al quadro clinico, lo specialista può valutare l’opportunità di ulteriori approfondimenti.

È importante ricordare che un singolo risultato non dovrebbe essere interpretato autonomamente: i dati devono essere letti dallo specialista all’interno del quadro clinico complessivo della persona e della coppia.

Fertilità: prendersene cura insieme

Quando il desiderio di diventare genitori diventa un progetto concreto, prendersi cura della propria salute riproduttiva può essere parte del percorso. Questo significa prestare attenzione ai segnali del proprio corpo, conoscere la propria storia clinica e, quando necessario, rivolgersi a uno specialista senza concentrare l’attenzione su un solo partner.

È questo il messaggio della Dr.ssa Debora Marchiori: non vivere la ricerca di una gravidanza come qualcosa che riguarda soltanto la donna, ma come un percorso condiviso.

Se una gravidanza tarda ad arrivare, rivolgersi a uno specialista può aiutare a comprendere se siano necessari degli approfondimenti e quali siano quelli più indicati per entrambi i partner.

Diventare genitori è un progetto di coppia. Anche prendersi cura della propria fertilità può iniziare insieme.


FAQ – Domande frequenti sull’infertilità di coppia

L’infertilità dipende sempre dalla donna?

No. Le difficoltà di concepimento possono essere associate a fattori femminili, maschili, combinati oppure, in alcuni casi, non avere una causa immediatamente identificabile. Per questo la valutazione della fertilità dovrebbe prendere in considerazione entrambi i partner.

Se lo spermiogramma presenta valori alterati significa essere infertili?

Non necessariamente. I parametri seminali possono presentare variazioni e il risultato deve essere interpretato nel contesto clinico complessivo. In presenza di alterazioni può essere indicato ripetere l’esame o effettuare ulteriori approfondimenti secondo le indicazioni dello specialista.

Lo stile di vita può influire sulla fertilità maschile?

Sì, alcuni fattori legati allo stile di vita possono influire sulla salute riproduttiva maschile. Fumo, consumo eccessivo di alcol, sovrappeso, sedentarietà e alcune esposizioni ambientali o professionali possono essere associati ad alterazioni della qualità del liquido seminale. Adottare abitudini salutari è importante, ma non sostituisce una valutazione specialistica quando una gravidanza tarda ad arrivare.


Revisione medica a cura della Dr.ssa Debora Marchiori, Medico chirurgo specialista in Urologia – Next Fertility GynePro. Aggiornato il 02/10/2026

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