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Dosaggi ormonali: perché sono importanti durante un percorso di PMA

estate e fertilità

Durante un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), i dosaggi ormonali rappresentano uno strumento fondamentale per guidare il medico in ogni fase: dalla stimolazione ovarica al monitoraggio post-transfer.

Durante una diretta Instagram, la nostra Dr.ssa Veronica Carotenuto, Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione presso la nostra clinica Next Fertility GynePro, ha risposto alle domande più frequenti sull’argomento, offrendo spiegazioni semplici e dettagliate su un tema spesso poco chiaro per chi affronta un trattamento.

Quali sono i valori di estradiolo e progesterone prima del transfer?

Prima del transfer embrionale vengono monitorati principalmente i valori di estradiolo e progesterone. L’estradiolo permette di valutare la risposta ovarica durante la stimolazione, mentre il progesterone aiuta a verificare che l’endometrio sia recettivo e pronto ad accogliere l’embrione.

Ormone Perché viene controllato
Estradiolo Valuta la risposta delle ovaie alla stimolazione e la crescita dei follicoli.
Progesterone Permette di verificare che l’endometrio sia recettivo e pronto per il transfer embrionale.
TSH Controlla la funzionalità tiroidea, importante per favorire l’impianto e il corretto sviluppo della gravidanza.

Quando si impianta la blastocisti dopo il transfer?

Dopo il transfer, la blastocisti può impiantarsi nell’endometrio generalmente tra 1 e 5 giorni. Non esiste però un momento uguale per tutte le donne: i tempi possono variare in base alle caratteristiche dell’embrione e alla recettività dell’endometrio.

Perché si fanno i dosaggi ormonali durante la stimolazione?

Uno dei momenti chiave di un trattamento di PMA è la stimolazione ovarica, che ha l’obiettivo di ottenere più ovociti maturi. Ma come capire se la terapia sta funzionando davvero?

Quando si stimolano le ovaie per ottenere più ovociti, l’obiettivo è aumentare la produzione di estrogeni, ormoni naturalmente prodotti dai follicoli. Durante i monitoraggi ecografici, la valutazione ormonale dell’estradiolo permette di verificare se la crescita follicolare visibile all’ecografia corrisponde a un’adeguata risposta ormonale.

“Valori elevati di estradiolo – spiega la Dr.ssa Carotenuto – ci aiutano a capire se e come modulare la terapia per ottenere ovociti di buona qualità, evitando però rischi come l’iperstimolazione ovarica.”

Come si gestisce la fase finale della stimolazione?

A seconda dei valori ormonali, in particolare dell’estradiolo, il medico può scegliere di adattare la terapia per ridurre i rischi e aumentare le chance di successo.

In caso di valori superiori ai 3000-3500 pg/mL, si può scegliere di modificare il farmaco per l’induzione finale: si può usare l’HCG, che consente un transfer a fresco, oppure un analogo del GnRH, che invece richiede un congelamento degli embrioni e un transfer differito per maggiore sicurezza.

Qual è il ruolo del progesterone prima e dopo il transfer?

Nei protocolli che prevedono l’uso dell’HCG per l’induzione finale, oltre all’estradiolo si dosa anche il progesterone. Quando questo valore supera l’1.5 ng/mL, può indicare un endometrio poco recettivo. In questi casi, anche in assenza di iperstimolazione, si preferisce congelare gli embrioni e rimandare il transfer al ciclo successivo.

In alcune cliniche, il dosaggio del progesterone viene valutato anche il giorno stesso del transfer (o nei giorni immediatamente precedenti) per calibrare al meglio la terapia di supporto alla fase luteale. Se il valore è considerato troppo basso – ad esempio inferiore a 15 ng/mL – si può optare per un’integrazione aggiuntiva, spesso attraverso la somministrazione di progesterone per via vaginale.

Cosa succede se il ciclo arriva prima del test?

È una delle situazioni che genera più ansia tra le pazienti, ma non sempre è indice di esito negativo.

Può succedere che si presentino perdite ematiche prima del test di gravidanza, anche sotto trattamento con progesterone. Questo non è sempre un segnale negativo: a volte avviene proprio nelle pazienti che risultano poi gravide. In questi casi, è importante contattare il proprio medico, che può intervenire aumentando il dosaggio del progestinico per sostenere l’endometrio.

L’iperstimolazione ovarica: è ancora un rischio importante?

Un altro tema spesso temuto è quello dell’iperstimolazione ovarica, una condizione che può insorgere quando le ovaie reagiscono in modo eccessivo alla stimolazione.

L’iperstimolazione ovarica si verifica più spesso nelle pazienti giovani e con alta riserva ovarica. Oggi, grazie a protocolli personalizzati e all’utilizzo di farmaci innovativi, si tratta di un rischio contenuto e molto più raro rispetto al passato.

“I casi gravi che richiedono il ricovero sono oggi ridotti al 2-3% – sottolinea la Dr.ssa Carotenuto – ed è possibile evitarli con un’attenta gestione della stimolazione e, se serve, rimandando il transfer.”

Quali esami fare dopo la stimolazione?

Quando c’è il sospetto di una lieve o moderata iperstimolazione, il monitoraggio clinico diventa fondamentale per evitare complicanze e stabilire i tempi giusti per proseguire.

In caso di iperstimolazione, il medico può richiedere esami del sangue specifici (emocromo, elettroliti sierici) e controlli ecografici per verificare l’eventuale accumulo di liquidi in addome. Se le ovaie tornano a dimensioni normali con l’arrivo del ciclo, si può valutare se procedere con il transfer o rimandarlo.

Perché è importante controllare il TSH durante il percorso di fertilità?

Accanto ai dosaggi classici, c’è un altro parametro da monitorare attentamente: la funzione tiroidea.

Un altro valore importante è il TSH (ormone tiroideo). Il suo valore ottimale per la fertilità si colloca tra 2.5 e 3 mUI/L.: questo aiuta non solo l’impianto dell’embrione, ma anche lo sviluppo di una gravidanza sana. È quindi consigliabile dosarlo in fase pre-concezionale e tenerlo sotto controllo anche durante la gestazione.

 Conclusioni sui dosaggi ormonali in PMA

I dosaggi ormonali rappresentano uno strumento chiave nella medicina della riproduzione moderna: aiutano a personalizzare i trattamenti, aumentare le probabilità di successo e prevenire complicanze. Affidarsi a un centro che li utilizza regolarmente consente di affrontare ogni tappa del percorso con maggiore sicurezza e consapevolezza.

Per approfondire tutti i temi trattati dalla Dr.ssa Carotenuto, vi invitiamo a guardare la diretta completa sul nostro profilo instagram (clicca qui). 

 

Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 17/07/2025

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