Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 02/11/2026
L’asportazione delle cisti ovariche è una procedura chirurgica che permette di rimuovere formazioni cistiche presenti in una o entrambe le ovaie. Può essere indicata quando una cisti provoca dolore, presenta caratteristiche sospette o determina complicazioni che richiedono un trattamento.
Le cisti ovariche sono relativamente frequenti e, nella maggior parte dei casi, sono benigne. Molte si risolvono spontaneamente senza necessità di intervento. Tuttavia, in determinate situazioni può essere opportuno procedere con la rimozione chirurgica.
La scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche della cisti, dai sintomi, dall’età della paziente e dall’eventuale desiderio di preservare la fertilità.
Che cosa sono le cisti ovariche?
Le cisti ovariche sono formazioni contenenti liquido o materiale di diversa natura che possono svilupparsi all’interno o sulla superficie delle ovaie.
Alcune, definite cisti funzionali, sono legate al normale funzionamento del ciclo mestruale e tendono a scomparire spontaneamente. Altre possono essere associate a condizioni specifiche, come l’endometriosi, oppure presentare caratteristiche che richiedono ulteriori accertamenti.
La presenza di una cisti ovarica non comporta necessariamente sintomi. Quando presenti, i disturbi possono comprendere dolore pelvico, senso di pressione nella parte inferiore dell’addome, gonfiore o alterazioni del ciclo mestruale.
Quando è consigliata l'asportazione delle cisti ovariche?
Non tutte le cisti ovariche devono essere rimosse chirurgicamente. In molti casi è sufficiente un monitoraggio ecografico per valutarne l’evoluzione nel tempo.
L’asportazione può essere presa in considerazione quando:
La cisti è persistente, aumenta di dimensioni o presenta caratteristiche che richiedono un approfondimento
Provoca dolore pelvico persistente o altri sintomi significativi
Presenta caratteristiche ecografiche sospette che rendono necessaria una valutazione chirurgica
Si verificano complicazioni, come la torsione ovarica o, in determinate circostanze, la rottura della cisti
La tipologia di cisti e il quadro clinico rendono indicato un trattamento chirurgico
La decisione viene presa dopo una valutazione ginecologica specialistica, considerando anche l’età della paziente, la storia clinica e gli eventuali progetti riproduttivi.
Come viene eseguita l'asportazione delle cisti ovariche?
L’asportazione delle cisti ovariche può essere eseguita attraverso differenti tecniche chirurgiche, scelte in base alle caratteristiche della formazione e alle condizioni cliniche della paziente.
Quando possibile, si ricorre alla chirurgia laparoscopica, una tecnica mini-invasiva che prevede piccole incisioni addominali attraverso le quali vengono introdotti una telecamera e strumenti chirurgici dedicati.
La procedura consente di visualizzare gli organi pelvici e rimuovere la cisti. Quando clinicamente appropriato, l’intervento viene eseguito cercando di preservare il tessuto ovarico sano.
In alcune situazioni, per esempio in presenza di formazioni particolarmente voluminose o sospette, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico tradizionale, mediante un’incisione addominale.
La procedura viene generalmente eseguita in anestesia generale. La tecnica più indicata viene definita dallo specialista dopo gli accertamenti preoperatori.
Asportazione delle cisti ovariche e fertilità
La possibilità di preservare la funzionalità ovarica rappresenta un aspetto importante nella pianificazione dell’intervento, soprattutto nelle pazienti in età riproduttiva.
Quando possibile, il chirurgo può eseguire una cistectomia ovarica, rimuovendo la cisti e conservando il tessuto ovarico circostante.
Tuttavia, alcune tipologie di cisti e lo stesso intervento chirurgico possono influire sulla riserva ovarica. Questo aspetto richiede particolare attenzione, per esempio in presenza di endometriomi ovarici.
Per questo motivo, nelle pazienti che desiderano una gravidanza futura, è importante valutare preventivamente i possibili benefici e rischi dell’intervento.
Quali sono i tempi di recupero dopo l'intervento?
I tempi di recupero dipendono dalla tecnica chirurgica utilizzata, dall’estensione dell’intervento e dalle condizioni generali della paziente.
Dopo un intervento laparoscopico, il recupero è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia addominale tradizionale. Nei primi giorni possono comparire dolore addominale, gonfiore o fastidi nella zona delle incisioni.
Il ritorno alle normali attività avviene gradualmente, seguendo le indicazioni del chirurgo e rispettando i controlli postoperatori programmati.
La durata dell’eventuale ricovero e i tempi di ripresa vengono definiti in base al singolo caso.
Quando rivolgersi allo specialista?
È consigliabile richiedere una valutazione ginecologica in presenza di dolore pelvico persistente, gonfiore addominale ricorrente, alterazioni del ciclo mestruale o quando un’ecografia evidenzia una formazione cistica ovarica.
La visita permette di approfondire il quadro clinico, valutare l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti e individuare il percorso più appropriato.
In presenza di dolore pelvico improvviso e intenso, soprattutto se associato a nausea, vomito o malessere, è invece importante rivolgersi tempestivamente a un servizio di emergenza, poiché potrebbe trattarsi di una complicazione acuta.
Dove siamo e come prenotare?
- Siamo in Viale XII Giugno, 20, 40124, Bologna
- Orari: dal lunedì al venerdì: 8:00 – 20:00. Sabato e domenica: chiuso
Domande frequenti sull'asportazione delle cisti ovariche
Prima dell’intervento possono essere richiesti un’ecografia transvaginale, esami del sangue e, in determinate situazioni, ulteriori indagini diagnostiche, come la risonanza magnetica. Gli accertamenti vengono stabiliti dallo specialista in base alle caratteristiche della cisti e alla situazione clinica.
Generalmente, il tessuto asportato viene sottoposto a esame istologico, che permette di definirne la natura e identificare eventuali alterazioni non riconoscibili con certezza attraverso i soli esami diagnostici preoperatori.
La ripresa dei rapporti sessuali dipende dalla tecnica chirurgica utilizzata e dall’andamento del recupero. È importante attendere le indicazioni dello specialista, evitando di riprendere l’attività sessuale in presenza di dolore o altri disturbi.
Febbre, dolore addominale intenso o in peggioramento, sanguinamento abbondante, secrezioni anomale dalle ferite o vomito persistente richiedono una valutazione medica tempestiva. In presenza di sintomi gravi, come difficoltà respiratoria o perdita di coscienza, è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza.