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Endometrite e infertilità: tutto quello che devi sapere per affrontarla

Endometrite e infertilità: tutto quello che devi sapere per affrontarla

L’endometrite è un’infiammazione cronica dell’endometrio, la mucosa che riveste la cavità uterina. Si tratta di una condizione spesso sottovalutata, ma che può avere un impatto importante sulla fertilità femminile e sull’efficacia dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Ma cos’è davvero l’endometrite? Come si diagnostica? E perché può compromettere le possibilità di ottenere una gravidanza?

Ne parliamo con la Dr.ssa Veronica Carotenuto, ginecologa specialista in medicina della riproduzione del nostro centro Next Fertility GynePro.

Che cos’è l’endometrite?

L’endometrite è un’infiammazione persistente dell’endometrio, spesso causata dalla presenza di batteri patogeni all’interno della cavità uterina. A differenza dell’endometriosi, che coinvolge la presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, l’endometrite colpisce proprio l’ambiente in cui dovrebbe avvenire l’impianto dell’embrione.

“L’endometrio, per accogliere l’embrione, deve essere in uno stato di equilibrio ottimale. La presenza di batteri o un’infiammazione cronica alterano questo microambiente, rendendo più difficile l’impianto e l’evoluzione della gravidanza,” spiega la Dr.ssa Carotenuto.

Che differenza c’è tra endometrite ed endometriosi?

Nonostante i nomi siano molto simili, endometrite ed endometriosi sono due condizioni completamente diverse, con cause, manifestazioni cliniche e trattamenti differenti.

L’endometrite è un’infiammazione dell’endometrio, il tessuto che riveste internamente l’utero. Nella forma cronica è spesso associata alla presenza di batteri patogeni all’interno della cavità uterina e può alterare la ricettività endometriale, rendendo più difficile l’impianto dell’embrione e il buon esito della gravidanza.

L’endometriosi, invece, è una patologia ginecologica caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero, ad esempio a livello di ovaie, tube, peritoneo o altri organi pelvici. Questa condizione può provocare infiammazione cronica, dolore pelvico e riduzione della fertilità attraverso meccanismi differenti rispetto all’endometrite.

Sebbene entrambe possano influenzare la fertilità, lo fanno in modo diverso. L’endometrite compromette principalmente l’ambiente necessario all’impianto dell’embrione, mentre l’endometriosi può interferire con l’ovulazione, la funzionalità delle tube, la qualità degli ovociti e l’anatomia degli organi riproduttivi.

Endometrite cronica e gravidanza: qual è il legame?

L’endometrite cronica può influenzare la possibilità di ottenere e mantenere una gravidanza, poiché altera la ricettività dell’endometrio, l’ambiente in cui avviene l’impianto dell’embrione. Se diagnosticata e trattata correttamente, può essere possibile migliorare le probabilità di concepimento e di successo dei trattamenti di PMA.

L’endometrite cronica può avere un impatto su diverse fasi del percorso riproduttivo, come riassunto nella tabella seguente.

Aspetto Possibile impatto dell’endometrite cronica
Ricettività endometriale Può ridurre la capacità dell’endometrio di accogliere l’embrione
Impianto embrionale Può rendere più difficile l’attecchimento dell’embrione
Infertilità inspiegata Può rappresentare una possibile causa sottostante
Trattamenti di PMA Può influenzare le probabilità di successo del transfer embrionale
Aborti spontanei ricorrenti Può essere associata a una maggiore frequenza di poliabortività

 Endometrite e infertilità: qual è il legame?

Negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato che l’endometrite cronica può essere una causa nascosta di infertilità inspiegata, fallimenti ripetuti di impianto, RIF (Repeated Implantation Failure), e aborti spontanei ricorrenti.

Questa infiammazione, infatti, può compromettere la ricettività endometriale, ovvero la capacità dell’utero di accogliere l’embrione al momento giusto.

In molti casi, si tratta di una condizione asintomatica, quindi difficile da individuare senza una diagnosi specifica.

Come si diagnostica l’endometrite?

La diagnosi di endometrite richiede esami specifici. “Non basta un’ecografia o una visita ginecologica,” sottolinea la Dr.ssa Carotenuto.

Le due principali metodologie diagnostiche oggi disponibili sono:

  1. Endometriocoltura

Un esame microbiologico che consente di rilevare la presenza di batteri patogeni nell’endometrio, attraverso il prelievo del secreto endouterino. È un test relativamente semplice, ma che va eseguito con attenzione per evitare contaminazioni.

L’endometriocoltura tradizionale, infatti, presenta un rischio di falsi negativi, poiché molti batteri dell’endometrio non crescono facilmente in coltura. Per questo ad oggi si considera un esame meno efficace dei test molecolari.

  1. Test EndomeTRIO

Si tratta di un’analisi avanzata sviluppata dal Laboratorio Igenomix, pensata per fornire informazioni dettagliate sulla salute endometriale. Questo esame comprende:

  • ERA – Test di ricettività endometriale, per determinare il momento ottimale per il trasferimento dell’embrione
  • EMMA – Analisi metagenomica del microbioma endometriale, per valutare la presenza di batteri benefici e patogeni
  • ALICE – Analisi di infezioni endometriali, per identificare eventuali agenti patogeni responsabili di infiammazioni croniche.

“Questi test ci permettono di avere una fotografia precisa della flora batterica dell’endometrio, migliorando la nostra capacità di personalizzare la terapia antibiotica in base al profilo della paziente,” aggiunge la Dr.ssa Carotenuto.

Una volta identificata l’endometrite, infatti, il trattamento è principalmente di tipo antibiotico. Tuttavia, non tutti i batteri rispondono allo stesso antibiotico, motivo per cui è fondamentale basare la terapia sul risultato dei test.

Nei casi più complessi, può essere utile un trattamento combinato o l’associazione con probiotici per ristabilire l’equilibrio del microbioma endometriale.

Perché è importante non sottovalutarla

Diagnosticare e trattare correttamente l’endometrite può fare la differenza nel percorso di fertilità, soprattutto per le coppie che hanno già affrontato fallimenti o poliabortività.

“Spesso bastano pochi accertamenti mirati per intercettare un problema che, una volta risolto, migliora in modo significativo le possibilità di gravidanza, sia naturale che con PMA,” conclude la Dr.ssa Carotenuto.

Per maggiori informazioni o per prenotare il test EndomeTRIO è possibile contattare la nostra clinica tramite le seguenti modalità:

Il nostro customer care sarà lieto di fornirti tutte le informazioni necessarie.

 

Revisione medica a cura della Dr.ssa Veronica Carotenuto – Ginecologa Specialista in Medicina della Riproduzione. Aggiornato il 7/04/2025

 

FAQ – Endometrite e fertilità

L’endometrite può causare infertilità?

Sì, l’endometrite cronica può compromettere la fertilità femminile alterando la ricettività dell’endometrio, cioè la capacità dell’utero di accogliere l’embrione. In alcuni casi può essere associata a infertilità inspiegata, fallimenti di impianto o aborti spontanei ricorrenti.

Qual è la differenza tra endometriosi ed endometrite?

Endometriosi ed endometrite sono due condizioni diverse. L’endometrite è un’infiammazione cronica dell’endometrio, spesso associata a infezioni batteriche. L’endometriosi, invece, è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero, che può provocare dolore e problemi di fertilità.

Sebbene i nomi siano simili, endometriosi ed endometrite presentano caratteristiche, cause e trattamenti differenti.

Caratteristica Endometrite Endometriosi
Cos’è Infiammazione cronica dell’endometrio Presenza di tessuto endometriale fuori dall’utero
Cause principali Spesso associate a infezioni batteriche Multifattoriali e non completamente chiarite
Sintomi Spesso assenti o poco specifici Dolore pelvico, dismenorrea, dolore durante i rapporti
Diagnosi Esami dell’endometrio e test microbiologici o molecolari Visita ginecologica, ecografia e altri esami specialistici
Impatto sulla fertilità Può alterare la ricettività endometriale Può compromettere la funzione riproduttiva con diversi meccanismi

Quali sono i sintomi dell’endometrite?

Molto spesso l’endometrite cronica è asintomatica. In altri casi può manifestarsi con perdite anomale, dolore pelvico, spotting, cicli irregolari o fastidi durante i rapporti sessuali. Proprio perché i sintomi possono essere lievi o assenti, la diagnosi richiede esami specifici.

Come si diagnostica l’endometrite?

La diagnosi si basa su esami mirati come l’endometriocoltura o test molecolari avanzati come EndomeTRIO, che analizzano il microbioma endometriale e la presenza di eventuali infezioni croniche dell’endometrio.

L’endometrite si vede con l’ecografia?

No, nella maggior parte dei casi l’endometrite cronica non è visibile con una semplice ecografia ginecologica. Per questo motivo, in presenza di infertilità inspiegata o fallimenti ripetuti di impianto, possono essere necessari esami specifici dell’endometrio.

L’endometrite cronica si può curare?

Sì, nella maggior parte dei casi l’endometrite cronica può essere trattata con una terapia antibiotica mirata, scelta in base al batterio identificato dagli esami diagnostici. In alcuni casi possono essere associati probiotici o trattamenti combinati per riequilibrare il microbioma endometriale.

Che differenza c’è tra endometrite ed endometriosi?

Sono due condizioni diverse. L’endometrite è un’infiammazione dell’endometrio causata spesso da infezioni batteriche, mentre l’endometriosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero.

L’endometrite può compromettere la PMA?

Sì, l’endometrite può ridurre le probabilità di successo dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA), interferendo con l’impianto dell’embrione. Per questo, in alcuni casi, viene approfondita prima di un percorso di FIVET o ICSI.

Quando è utile eseguire il test EndomeTRIO?

Il test EndomeTRIO può essere indicato in caso di infertilità inspiegata, fallimenti ripetuti di impianto, aborti ricorrenti o prima di un trasferimento embrionale, per valutare la salute dell’endometrio e personalizzare il trattamento.

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